Premio nazionale di Poesia ‘Bocconi d’Inchiostro’ 2019

Sabato 4 maggio si è tenuta la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio nazionale di Poesia ‘Bocconi d’Inchiostro’.

Tra i testi finalisti, la mia poesia Grecia Mia Bella.
Ringrazio anche quest’anno i ragazzi dell’Associazione Letteraria Bocconi d’Inchiostro.

Grecia mia bella

Grecia mia bella,
culla e prigione,
cento isole sparse
come perle di una collana,
o come sassi lanciati
per gioco da mani di bambini
e lasciati rimbalzare;
e poi mille finestre azzurre d’Egeo
e tetti piatti e bianchi
come la neve che non hanno mai conosciuto,
né mai conosceranno, forse…
Grecia mia bella,
aspra di parole
e brulla di agavi
e terra scura
che quasi pare respingere
ed essa stessa ritrarsi,
allontanarsi dal mare che fa paura
perché ha nome di invasore
e così spiega la nostra natura ritrosa di pastori,
nonostante tutto quel mare attorno.
Grecia offesa, madre di democrazia,
magari solo di nome e solo per pochi,
buona a riempire mezza pagina di un libro di scuola
e tuttavia così potente,
un’idea appena abbozzata e lasciata germinare
nel ventre di tutta la storia a venire,
adesso stuprata dai tacchi dei colonnelli
nei loro stivali neri
e le loro cinture nere
e le loro visiere lucide.
E nere.
Ma voi, mortali, scossi da golpe-farsa,
sciolti ed abortiti in una notte,
bave di piombo nero sulle dita
di chi accarezza titoli e giornali…,
…voi che vi alzate al suono di altro piombo,
in questo indecifrabile decennio di figli dei fiori
e cariche di piazza,
di bombe e di striscioni…
…Siete così convinti che ogni cosa ritornerà al suo posto,
quando gli ultimi idioti e gli ultimi illusi
e gli ultimi attori
saranno morti, in fuga
od arrestati? …
Sicuri, che il pericolo sia solo un’eco che rimbalza
nel perimetro invalicabile di queste stanze?
O che il passato sia solo una visita
al prezzo osceno di un biglietto ridotto?
…Sicuri, quando indosserete
ancora un bel vestito di democrazia,
che quella libertà che altri hanno avuto
al prezzo della vita
sia garantita a loro, o a voi, per sempre?
O non è forse, ancora necessario restare a vigilare, ogni giorno,
per scongiurare più sottili forme di tortura?
E dunque siete infine così certi,
o voi mortali,
di non stare ancora, semplicemente, dormendo?

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